VERONA - Giorno di medaglie per l'Italia ai mondiali di ciclismo di Verona che si chiuderanno domenica con la prova su strada professionisti: tra le donne, in mattinata, Noemi Cantele ha conquistato il bronzo nella gara juniores, tra gli uomini, nel pomeriggio, ecco l'oro nella corsa riservata ai dilettanti Under 23 per Leonardo Giordani, romano di origini abruzzesi, 22 anni, grande speranza del ciclismo nazionale, 75 vittorie in carriera, cinque quest'anno, tra le quali il Giro delle Regioni. L'Italia era favorita, alla vigilia, l'Italia ha vinto, è campione del mondo tra i dilettanti. E al secondo posto c'è un altro azzurro, Paolini (bronzo al tedesco Kessler), a dimostrare che è stato un dominio assoluto, una gara perfetta quella della nostra nazionale.
La cronaca: Giordani parte da lontano, assieme al bielorusso Seniouchkine. Mancano una settantina di chilometri all'arrivo. I due viaggiano veloci, guadagnano secondi, accumulano un vantaggio di un minuto. Il gruppo temporeggia, poi scatta, prova a recuperare, il vantaggio scende, tutto si deciderà all'ultimo metro, lo capisci subito. Bella corsa, molto tirata, grande il gioco di squadra dell'Italia che ha un uomo al comando e poi, dietro, controlla, lavora a fondo.
Ultimo giro, ultima salita, quella decisiva, vantaggio di Giordani attorno ai 30 secondi, tredici chilometri al traguardo: l'azzurro e il bielorusso stringono i denti, il gruppo sta dietro, dovrebbe dare la zampata, ma l'Italia sta avanti, cerca di ricucire gli attacchi, tiene basso il ritmo. Giordani si alza sui pedali e stacca il compagno di fuga, otto chilometri all'arrivo, l'azzurro spinge un rapporto di quelli che spaccano le gambe, scollina con cinque secondi di vantaggio e si butta alla grande in discesa, a settanta all'ora. Sei chilometri, diciotto secondi, aumenta il distacco, il gruppo non trova l'affiatamento, con gli altri italiani che gestiscono la corsa e la tv ferma l'immagine del gruppo con in testa solo maglie azzurre, italiane.
Giordani capisce che può farcela, capisce che può arrivare in fondo, capisce che è campione del mondo ("Ringrazio tutti: i compagni di squadra, il pubblico, ho avuto paura, pensavo e temevo mi riprendessero, ora sono felice"). Tre chilometri, il cronometro è amico: 20 secondi di vantaggio, spinge duro l'azzurro. Ma è fatta.
Giordani vince l'oro, il primo dell'Italia ai mondiali di Verona. A braccia alzate, il tempo anche di mettersi a posto la maglietta, di stringere i pugni per la gioia e mandare baci alla sorella che è sul traguardo, mentre in tribuna è festa grande.
(8 ottobre 1999)