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 STORIA DI UN CAMPIONE Riduci

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 FARNESE/NERI 2011 Riduci
GIORDANI FARNESE/NERI 2011

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 GIORDANI CI PROVA SUBITO ALLA 2° TAPPA DEL GIRO Riduci
GIORDANI CI PROVA SUBITO ALLA 2° TAPPA DEL GIRO

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 GIORDANI, IL CENTURIONE FLUO CI PROVA A PARMA Riduci

Nella piatta frazione Alba – Parma, prima vera tappa del Giro d'Italia, Leonardo Giordani si è messo in luce con una fuga a otto che ha fatto tremare il gruppo.

PARMA (PR) - “Ho provato perché così avevamo deciso di fare in riunionespiega Leonardo Giordani, nel gruppo “il centurione”, in arte gregario, in fotografia (e sulla strada) gran passista – e sono felice di essere stato il primo della squadra, ho dato il via alle danze per noi che punteremo a metterci in evidenza sempre, in ogni tappa”. Giordani è stato infatti il promotore dell'azione più pericolosa della 1^ tappa del giro, da Alba a Parma, 244 km piatti: ripreso Sebastian Lang, uomo Omega – Pharma Lotto partito al pronti via e rimasto al vento da solo fino ai 25 km dall'arrivo, Giordani ha sferrato l'attacco appena presentatasi l'occasione, seguito da altri sette atleti. I fuggitivi sono rimasti al comando fino ai meno 8 dall'arrivo, con un vantaggio massimo di 30”. D'altronde le chance di successo erano davvero poche, come spiegato ai microfoni RAI da Luca Scinto, in diretta televisiva: “Hanno zero possibilità di arrivare. Ma è giusto mettersi in evidenza e provarci, perché stando fermi nel gruppo di sicuro non si raccoglie niente. E noi della Farnese Neri siamo qui per provarci”. Un commento genuino come la tattica impostata per la giornata. Il team ora guarda a domani con ben altri auspici: la Reggio Emilia – Rapallo, di 173 km, si annuncia tappa insidiosa e interessante.


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 UN NUOVO TEAM PER GIORDANI Riduci
NUOVO TEAM PER LEO

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 CAMPIONE DEL MONDO UNDER 23 (Verona 1999) Riduci
campione del mondo under 23 verona 1999

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 STORIA DI UNA STREPITOSA VITTORIA Riduci

VERONA - Giorno di medaglie per l'Italia ai mondiali di ciclismo di Verona che si chiuderanno domenica con la prova su strada professionisti: tra le donne, in mattinata, Noemi Cantele ha conquistato il bronzo nella gara juniores, tra gli uomini, nel pomeriggio, ecco l'oro nella corsa riservata ai dilettanti Under 23 per Leonardo Giordani, romano di origini abruzzesi, 22 anni, grande speranza del ciclismo nazionale, 75 vittorie in carriera, cinque quest'anno, tra le quali il Giro delle Regioni. L'Italia era favorita, alla vigilia, l'Italia ha vinto, è campione del mondo tra i dilettanti. E al secondo posto c'è un altro azzurro, Paolini (bronzo al tedesco Kessler), a dimostrare che è stato un dominio assoluto, una gara perfetta quella della nostra nazionale.

La cronaca: Giordani parte da lontano, assieme al bielorusso Seniouchkine. Mancano una settantina di chilometri all'arrivo. I due viaggiano veloci, guadagnano secondi, accumulano un vantaggio di un minuto. Il gruppo temporeggia, poi scatta, prova a recuperare, il vantaggio scende, tutto si deciderà all'ultimo metro, lo capisci subito. Bella corsa, molto tirata, grande il gioco di squadra dell'Italia che ha un uomo al comando e poi, dietro, controlla, lavora a fondo.

Ultimo giro, ultima salita, quella decisiva, vantaggio di Giordani attorno ai 30 secondi, tredici chilometri al traguardo: l'azzurro e il bielorusso stringono i denti, il gruppo sta dietro, dovrebbe dare la zampata, ma l'Italia sta avanti, cerca di ricucire gli attacchi, tiene basso il ritmo. Giordani si alza sui pedali e stacca il compagno di fuga, otto chilometri all'arrivo, l'azzurro spinge un rapporto di quelli che spaccano le gambe, scollina con cinque secondi di vantaggio e si butta alla grande in discesa, a settanta all'ora. Sei chilometri, diciotto secondi, aumenta il distacco, il gruppo non trova l'affiatamento, con gli altri italiani che gestiscono la corsa e la tv ferma l'immagine del gruppo con in testa solo maglie azzurre, italiane.

Giordani capisce che può farcela, capisce che può arrivare in fondo, capisce che è campione del mondo ("Ringrazio tutti: i compagni di squadra, il pubblico, ho avuto paura, pensavo e temevo mi riprendessero, ora sono felice"). Tre chilometri, il cronometro è amico: 20 secondi di vantaggio, spinge duro l'azzurro. Ma è fatta.

Giordani vince l'oro, il primo dell'Italia ai mondiali di Verona. A braccia alzate, il tempo anche di mettersi a posto la maglietta, di stringere i pugni per la gioia e mandare baci alla sorella che è sul traguardo, mentre in tribuna è festa grande.

(8 ottobre 1999)


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